Conduzione famigliare, vere aziende

19 ott 2013
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IL RUOLO DELLA MEDIAZIONE TRIGENERAZIONALE

Lo scorso weekend si è tenuto a Senigallia il IX Congresso Internazionale dell’AIMS (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici) sul tema “Mediare la crisi tra le generazioni”.

Nel confrontarsi sulla famiglia e sul rapporto genitori-figli e nonni-nipoti, si è parlato di come la mediazione può aiutare a gestire i passaggi generazionali e di come questo intervento sulla coppia e sulla famiglia abbia dei riflessi positivi anche sul sociale.

Un ambito è quello delle aziende a conduzione familiare, che in Italia contribuiscono per più dell’80% del Pil.

Oggi circa due aziende familiari su 3 non passano alla generazione successiva e questo mette in crisi non solo la famiglia e l’azienda, ma tutto il paese Italia e soprattutto il paese e la realtà sociale nella quale l’azienda opera.

La crisi economica non è l’unico problema per queste realtà lavorative. Il problema vero è di tipo relazionale, ovvero di gestione della relazione padre/figlio, e alle volte nonno/nipote, perché le visioni, i valori, il sentire quotidiano e la gestione del denaro sono di tipo diverso.

Nell’azienda familiare si scontrano due realtà: l’azienda con una logica di competizione e produzione, e la famiglia con una logica di cooperazione e accudimento. In questo binomio gli elementi di criticità spesso nascono dal rapporto che c’è nella coppia coniugale dell’imprenditore/imprenditrice e, di riflesso, dal rapporto che si crea tra i figli/fratelli e le loro rispettive famiglie.

L’intervento, quindi, di mediazione aziendale opera a diversi livelli. Il primo è quello di ragionare sul patrimonio di famiglia e sul come organizzare l’eredità dell’imprenditore/imprenditrice. In secondo luogo si cerca di capire all’interno dell’azienda chi è il più adatto a sostituire l’imprenditore/imprenditrice quando non ci sarà più. Infine si stabiliscono una serie di regole chiare per cercare di distinguere il più possibile il piano affettivo da quello lavorativo.

Essendo coinvolti due piani così importanti quali lavoro e famiglia, è indispensabile, per gestire al meglio questa fase di passaggio, affidarsi ad un’équipe, costituita da professionisti di diversi ambiti, quali mediatori, avvocati, notai, commercialisti, psicologi.

La mediazione aziendale può essere, quindi, un’opportunità anti-crisi perché permette di ampliare il campo visivo e di gestire il cambiamento, rendendo tutti protagonisti dell’evoluzione positiva.

avv. Sofia Tremolada e avv. Michela Tonini