La negoziazione è uno strumento indispensabile oggi per un professionista che vuole aiutare il proprio assistito ad affrontare il conflitto e a superarlo ottenendo il miglior risultato possibile.
Tutti i giorni capita di negoziare, anche quando non ce ne rendiamo conto. Fondamentale è decidere come stare nel negoziato, anche in ragione di quello che si vuole ottenere o preservare, quale una relazione.
La negoziazione è, dunque, un processo che aiuta due o più parti ad affrontare un conflitto e l’avvocato è quel professionista che deve essere preparato con competenze e metodologie specifiche, diverse da quelle avversariali e processuali.
C’è, dunque, un cambiamento di prospettiva: dall’ottica delle posizioni contrapposte, in cui una parte ha ragione e vince e l’altra ha torto e perde, delegando ad un terzo (il giudice) la decisione, all’ottica di verificare se esistono soluzioni che soddisfano gli interessi di tutte le parti, aiutando le parti a decidere senza delegare e a mantenere la relazione, invece che distruggerla.
Anche il legislatore italiano, negli ultimi anni, ma soprattutto dalla Riforma Cartabia del 2023, ha incentivato la negoziazione, introducendo nel sistema giuridico una serie di procedure (le cd ADR – Alternative Dispute Resolution: la Mediazione civile e commerciale, la negoziazione assistita in ambito civile e familiare, la composizione Negoziata della Crisi di impresa), con l’intento di promuovere la risoluzione dei conflitti al di fuori delle aule di Tribunale.
Il ricorso al giudice deve esserci una volta che le altre strade non sono percorribili.
La Pratica Collaborativa è una modalità di negoziazione.

